mercoledì 6 giugno 2012

Santa Maria la Fossa nei documenti storici del XII-XVI sec.


Fin dalla presentazione al pubblico ed agli studiosi, avenuta nel giugno 2012, il libro I più antichi documenti di S. Maria La Fossa – Greci ed Ebrei (XII – XVI sec.) dello storico Giancarlo Bova, suscitò notevole interesse non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra la gente semplice della cittadina posta sul Volturno a cui veniva dato il senso della memoria della propria storia e delle origini dei propri avi.
L'Autore presenta in maniera così viva la complessa documentazione relativa al centro rivierasco, che al lettore sembra quasi di essere presente alle aste pubbliche del tempo e di trovarsi al cospetto dell'arcivescovo Stefano o della badessa Galgana o anche dei giudici riuniti in platea iudicum a Capua, mentre concedevano le terre agli abitanti della località, tra cui si ricorda una terra del giudice Pietro de Vinea. Interessanti le notizie sui servizi personali che i fittavoli di alcune terre dovevano prestare alla badessa del monastero di S. Giovanni delle Monache. Altrettanto importanti i riferimenti circa la presenza di numerosi greci nella zona, oltre a quella degli ebrei, tra cui vengono ricordati i fratelli Filippo e Pietro cognomine Medici, figli del fu Pietro eiusdem cognominis, abitanti a Capua (1196), i quali risultano concessionari di una villa rustica a S. Maria la Fossa e sono citati anche come Pietro cognomine Ebreus, fratello dell'arciprete Filippo Medico, figli del fu Pietro eiusdem cognominis (1216). 
L'Autore, che per primo ha studiato i formulari e i signa dei notai e giudici capuani, identifica il signum del notaio Petrus Medicus. Certa la presenza nel territorio della famiglia Cavalcanti di Firenze e non manca la notizia di un'incursione di Ungheri (1349). Ai primi del '500 abitava nei paraggi anche un fratello di Ludovico de Abenavolo, l'eroe della disfida di Barletta (1503).Attraverso questo bel libro Bova restituisce al culto dei fedeli di S. Maria la Fossa il meraviglioso affresco della Madonna del Rosario tra i Santi Filippo e Giacomo (XIII sec.), la cui devozione ha visto affollare per otto secoli la stupenda chiesa parrocchiale di Maria Ss. Assunta in Cielo (X-XIII sec.).

“Attraverso lo studio degli atti giuridici è possibile vedere molto bene l’evoluzione del centro  medievale, denominato dapprima locus S. Marie que dicitur alla Fossa (1121), chiamato poi villa S. Marie ad Fossam pertinenciarum Capue (1492). Si tratta di un villaggio lungo il fiume Volturno, dove i mercanti provenienti da Castelvolturno si fermavano con le loro imbarcazioni nel porto Femirarum o Mulierum per vendere le loro merci, all’ombra della chiesa dedicata alla Vergine Assunta (X – XII sec.), che rappresentava un asilo di pace per quegli uomini affaticati e per tutti gli abitanti.” 

E’ questo lo scopo che ha motivato Giancarlo Bova, storico di fama internazionale, nella stesura del libro “I più antichi documenti di S. Maria La Fossa – Greci ed Ebrei (XII –XVI sec.)”: tracciare un profilo storico dell’antico borgo di S. Maria La Fossa, sia pure per relata, attraverso la lettura delle pergamene che danno atto delle vendite, concessioni in enfiteusi o in estaglio, conferme, cessioni, permute, donazioni, testamenti, contratti di divisione, etc. che avevano ad oggetto beni immobili che si trovavano ubicati presso l’antico borgo fossataro.