La conoscenza di un territorio e dei suoi valori identitari costituisce non solo il fondamento di un sentimento di appartenenza per le comunità che vi risiedono, ma anche il presupposto per un reale apprezzamento e per una consapevolezza del valore, collettivo e individuale al tempo stesso, del patrimonio culturale locale, oltre che una condizione essenziale per la sua tutela e per la sua rinascita economica e sociale.

Knowing a country and its identity values is both the basis for a sense of belonging for local communities and the prerequisite for an appreciation and a true understanding of the single and collective importance of the cultural and territorial heritage. It is, moreover, the necessary condition to promote its protection and economic and social revival.

sabato 13 ottobre 2012

L'oasi di Variconi alla foce del fiume Volturno




L'Oasi dei Variconi (carta 1: 25000)

L'Oasi dei Variconi si trova  sulla riva sinistra della Foce del Fiume Volturno, a poca distanza dal centro storico del Comune di Castelvolturno,  è un’area palustre di elevata importanza perché è posizionata al centro del Mediterraneo; una delle ultime aree umide d'Italia essa è tutelata dalla  Convenzione di Ramsar.
L’oasi comprende un vasto ambiente salmastro retrodunale con una superficie di circa 194 ettari di cui il 60% occupata da due piccoli stagni costieri salmastri comunicanti tra loro. Gli stagni non hanno un rapporto diretto e costante con il mare, ma vi sono dei canali che  oltre a collegarli fra di loro, li collegano alla foce del Volturno. Le acque salmastre derivano in parte da infiltrazioni di origine marine e in parte da apporti meteorici.
Nell’ambito delle Direttive n. 79/409/CEE “Uccelli - Conservazione degli uccelli selvatici” e n. 92/43/CEE “Habitat – Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche” l’oasi è stata individuata come ZPS, Zona a Protezione Speciale, proprio per l’elevato numero di uccelli migratori che vi  transitano:  gli ornitologi hanno osservato ed individuato circa 250 specie di uccelli e molti di essi hanno scelto questa zona come propria area di nidificazione.
Nel 1978 la Provincia di Caserta vi ha istituito un’Oasi di protezione della fauna, mentre dal 1993 tutta la zona è entrata a far parte della Riserva naturale Foce Volturno/Costa di Licola – Lago di Falciano della Regione Campania.
Tra la fauna: aironi, garzette, anatre, rapaci diurni e notturni, migliaia di passeriformi; la flora è costituita essenzialmente da distese di salicornia, tamerici e giunco.
Oggi, con l’intervento di recupero e sensibilizzazione dell’Associazione Le Sentinelle onlus, che è riuscita a coinvolgere Enti, ed Associazioni del territorio, è stato ripristinato un percorso naturalistico, munito di passerelle e capanni, accessibile per le visite scolastiche e per tutti gli appassionati del birdwatching.












lunedì 8 ottobre 2012

L'armatura medievale "brigantina"


L'armatura medievale "brigantina" nella sua esposizione museale 



Sarà pubblicata a breve, grazie al contributo economico del Comune di Mondragone, la relazione scientifica relativa al restauro dell’armatura medievale conosciuta come “brigantina” e rinvenuta in località Rocca Montis Dragonis durante la campagna di scavi dell'anno 2008.
Il restauro del prezioso reperto, finanziato dalla Regione Campania secondo il progetto presentato "Il destino di un cavaliere", è stato eseguito dal Centro Nazionale delle Ricerche – Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri di Pozzuoli che curerà anche la pubblicazione scientifica.

L’armatura restaurata, presentata a Venezia nell’ambito dell’8° Congresso del Gruppo Italiano dell'International Institute for Conservation (IIC) di Londra, a cui hanno partecipato, per il Museo Civico di Mondragone, le dottoresse Marianna Musella - responsabile del laboratorio di restauro - e Lucia Senatore - autrice di un primo lavoro scientifico sull'armatura medievale rinvenuta sulla Rocca Montis Dragonis nel mese di settembre 2008, arricchisce la cospicua collezione di reperti ospitati nel Museo Civico Archeologico "Biagio Greco" della Città di Mondragone.

L'armatura è stata identificata come una "brigantina", un tipo di armatura molto diffuso nel Medioevo. La brigantina di Mondragone è costituita da ben 450 elementi, tra placchette intere, frammenti, fibbie (di chiusura) e rivetti privi di collocazione specifica. Tale numero così elevato fa pensare che si tratti di un intero busto.
La sua datazione è piuttosto tarda; viene, infatti, attribuita alla seconda metà del XV secolo. Tale datazione è confermata dalla presenza nello stesso terreno di seppellimento di una moneta di piccolo taglio in lega di rame: un cavallo fatto coniare da Ferrante d'Aragona, tra il 1474 e il 1496. Le placche costituenti il reperto, sono caratterizzate per circa 2/3 dalla presenza di tessuto, sia sul lato anteriore che su quello posteriore. 

Rocca Montis Dragonis 

domenica 7 ottobre 2012

Alla scoperta del territorio: importante iniziativa della Camera di Commercio

Il logo dell'iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Caserta

Una specie di caccia al tesoro in cui si va alla ricerca della storia e della cultura enogastronomica della provincia di Caserta, tutto ciò partecipando alla «Caccia ai tesori di Terra di Lavoro», otto itinerari turistico-enogastronomici, ogni Sabato e Domenica, dal 13 ottobre al 4 novembre.

I turisti saranno accolti da associazioni del luogo impegnate nella salvaguardia e nella valorizzazione dei beni culturali e potranno visitare, oltre al patrimonio artistico, le aziende agricole degustando le eccellenze delle loro produzioni. 
L’esperienza del tour multisensoriale sarà proposta principalmente alle strutture ricettive di Napoli e Caserta che ospitano turisti provenienti da altre regioni.


LE DATE

Questo il programma delle tappe organizzate dall' azienda speciale della Camera di Commercio di Caserta per i servizi innovativi del Turismo e lo Sviluppo Integrato:

Sabato 13 ottobre- L’Esperienza del Romanico, il mondo delle Castagne Sessa Aurunca-Roccamonfina 

Domenica 14 Ottobre- Itinerario Caleno-Sidicino e Dolci Sapori Calvi Vecchia-Teano 

Sabato 20 Ottobre- Itinerario del Falerno, Fra Romanità e Primi Cristiani Francolise-Carinola 

Domenica 21 Ottobre - Da Spartacus al Barbarossa, una Terra da Scoprire Capua-Santa Maria Capua Vetere 

Sabato 27 Ottobre - La Porta del Matese, tra Sapori e Tradizioni Piedimonte Matese-Alife

Domenica 28 ottobre -Agricoltura e Tradizioni nell’ itinerario medievale Caiazzo-Piana di Monte Verna-Casertavecchia 

Sabato 03 Novembre-Itinerario Normanno e dell’ Asprinio Aversa-Succivo 

Domenica 04 Novembre-Itinerario del ‘700 e dell’ “oro bianco” San Leucio-Caserta

Sabato 20 Ottobre nell'ambito dell'Itinerario del Falerno, Fra Romanità e Primi Cristiani Francolise-Carinola sarà possibile visitare la villa rustica di San Rocco a Francolise.



Francolise, villa rustica San Rocco, particolare dei mosaici


Francolise, villa rustica San Rocco, particolare dei mosaici

Si tratta di una tipica villa rustica del tardo periodo repubblicano, abitata dalla fine del II sec. a.C. al II sec. d.C. 
Il sito è ubicato in località San Rocco, in un territorio che in epoca romana si trovava probabilmente ai confini dell’Ager Calenus e dell’Ager Falernus.  La superficie iniziale era di circa 800 mq. che venne successivamente ampliata a circa 4.400 mq. Gli scavi vennero effettuati negli anni 1962-64 sotto la direzione della Dr. M.A. Cotton, per conto della Scuola Britannica di Roma e finanziati dalla fondazione Batchelor e dall’Università di New York. 
La villa comprendeva circa 30 stanze e l’approvvigionamento idrico era assicurato da tre grosse cisterne. Era articolata intorno ad un ampio peristilio, circondato da quatto portici colonnati, la cui pavimentazione consisteva in un mosaico costituito da tessere bianche inframmezzate da piccoli frammenti di pietra colorata, con un bacino o fontana di marmo nel mezzo del giardino. Gli ambienti principali, anch’essi pavimentati con mosaici, comprendevano un tablinum ed un triclinium, che rappresentavano rispettivamente soggiorno e sala da pranzo. Vi erano inoltre una serie di cubicula, piccoli ambienti destinati a vari usi, un terrazzo con portico coperto e, nella fase dell’ampliamento, furono realizzati degli ambienti termali comprendenti un praefurnium, un frigidarium, un tepidarium con piscina e un calidarium; queste ultime due stanze furono pavimentate con grandi lastre di marmo cipollino.




Visite guidate alla Rocca Montis Dragonis


Tra le prime proposte che l'Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Giovanni Schiappa, ha adottato è stata quella di prevedere per il Museo Civico che l'Assistenza Museale non fosse più gestita in via diretta ma affidata ad una short list aperta di Associazioni culturali al fine di conseguire un doppio obettivo.

Il primo quello di un risparmio di risorse per l'Ente, il secondo  quello di favorire l'auto imprenditorialità di tanti giovani archeologi operanti nel settore dei Beni Culturali.
Nelle more del perfezionamento dell'Avviso Pubblico è pervenuta la prima iniziativa da parte di una Associazione che, unitamente alla Pro Loco Mondragone, organizzerà nei weekend di settembre ed ottobre 2012 delle visite guidate presso gli scavi archeologici del sito fortificato medievale di Rocca Montis Dragonis.
"Con il Museo Civico vogliamo avviare una sperimentazione che sappia coniugare risparmio e capacità di innovazione" commenta l'Assessore Francesco Nazzaro "Il nostro territorio offre importanti risorse archeologiche che dobbiamo rendere, in modo semplice e diretto, fruibili con continuità al grande pubblico. Ritengo fondamentale l'apporto che potranno dare le tante Associazioni culturali costituite da giovani laureati in Archeologia e Beni Culturali, con il risultato finale di uno slancio turistico per Mondragone associato alla creazione di opportunità di lavoro"
Le visite verranno, come già avvenuto nei precedenti anni, da professionisti operanti nel settore dei Beni Culturali quali archeologi, conservatori e restauratori. Le guide offriranno al pubblico partecipante una esperienza di pieno avvicinamento alle memorie storiche, artistiche e paesaggistiche del luogo, caratterizzandola attraverso una visione scientifica e storica che permetta al visitatore di percepire quelle che sono delle dinamiche di conservazione e valorizzazione necessarie per la tutela e la salvaguardia del patrimonio archeologico, anche a carattere locale.
La fruizione del sito sarà possibile in concomitanza con la XII campagna di scavo archeologico, di cui la Direzione Scientifica è affidata al Museo Civico Archeologico ‘Biagio Greco’ di Mondragone nella persona del dottor Luigi Crimaco e della professoressa Francesca Sogliani.
"Saluto con piacere l'iniziativa dell'Associazione Hemera" commenta il Sindaco Giovanni Schiappa "Si offre ai tanti appassionati di archeologia l'opportunità di visitare uno dei più importanti cantieri di scavo della Regione Campania, che sta riportando alla luce importanti reperti oggi esposti al Museo Civico. Si tratta di una occasione importante per conoscere la nostra storia ma anche le belezze della nostra Città"
L’organizzazione e la promozione delle visite è a cura dell’Associazione Culturale Hemera e della Pro Loco di Mondragone. Ai partecipanti verrà richiesto un contributo di € 2,50 a persona che sarà destinato per la pulizia dalle piante infestanti del Parco archeologico dell’Appia antica
Per contatti: 

hemera.associazione@gmail.com - 327- 40 33 458


Rocca Montis Dragonis, interno 

Rocca Montis Dragonis, la chiesa