La conoscenza di un territorio e dei suoi valori identitari costituisce non solo il fondamento di un sentimento di appartenenza per le comunità che vi risiedono, ma anche il presupposto per un reale apprezzamento e per una consapevolezza del valore, collettivo e individuale al tempo stesso, del patrimonio culturale locale, oltre che una condizione essenziale per la sua tutela e per la sua rinascita economica e sociale.

Knowing a country and its identity values is both the basis for a sense of belonging for local communities and the prerequisite for an appreciation and a true understanding of the single and collective importance of the cultural and territorial heritage. It is, moreover, the necessary condition to promote its protection and economic and social revival.

domenica 17 aprile 2016

Per la nascita di un "Museo della Civiltà contadina" a Mondragone

"Museo della Civiltà contadina"
... realizziamolo insieme!

Iniziativa sicuramente encomiabile quella partita dall’Associazione Quartiere di Sant’Angelo, vero e proprio laboratorio di idee, che auspica la realizzazione di un “Museo della Civiltà contadina” mediante la raccolta dei fondi del 5 per mille.
Un altro importante tassello nell’offerta museale ed espositiva di Mondragone e del suo territorio che andrebbe ad aggiungersi alle collaudate proposte del Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” ed a quelle di "FOOF" Museo del cane, arricchendo l’insieme dei percorsi museali della città ed ampliando gli elementi di interesse culturale per visitatori e turisti: un’offerta didattica e storica caratterizzata da reperti, utensili, collezioni rappresentative, itinerari tematici della civiltà contadina, utile per la conoscenza delle nostre origini, un vero e proprio spaccato dell’economia, delle abitudini e anche delle difficoltà di vita reale dei nostri genitori ed avi.


Sull'aia: covoni di paglia ed un vecchio aratro... 

Il caro agricolo... per i Mondragonesi: "ru traìno"

Un percorso espositivo ricco di temi di riflessioni che stimolano la conoscenza del mondo rurale e della civiltà contadina, mediante la sensibilizzazione e il coinvolgimento della popolazione locale, la raccolta di oggetti appartenenti alle famiglie del territorio,  il loro restauro e la creazione di una collezione ricca di oggetti di uso quotidiano che hanno accompagnato la vita nelle case, nei campi, sulle aie e nelle masserie, molti dei quali oramai in disuso.







Utensili e recipienti... di altri tempi!

Un allestimento museale articolato in sezioni: la “Casa contadina com’era”, con la ricostruzione più possibile fedele degli ambienti di vita ed una sezione della casa riservata ai lavori femminili come la tessitura, la cucitura e il ricamo con esposizione di corredi e abiti; la “Riproduzione dei cicli delle principali colture”: la cantina, l’olio, il ciclo del vino e il ciclo del granturco e del grano e ancora i “Lavori sull’aia”  ove potrebbero trovare posto vari strumenti ed attrezzi di lavorazione esterna. Ancora per completare i servizi di accoglienza, uno spazio dedicato a foresteria con cucina rigorosamente della tradizione e materie prime del territorio.


Locandina di un evento legato al mondo contadino.
La "scugnatura" dei fagioli.
I baccelli dei legumi messi al sole a seccare vengono battuti con uno specifico attrezzo "l'auiglio" in modo da provocare la fuoriuscita dei semi che vengono successivamente separati dalla paglia. 


L’istituendo Museo avrebbe una valenza didattica per le nuove generazioni e svolgerebbe le proprie attività in stretto collegamento con le scuole del nostro territorio, ancora fortemente legato ai riti ancestrali, alle tradizioni popolari ancorate ai cicli naturali che vengono ripetuti e riproposti in feste e rievocazioni.


La nostra città, il nostro territorio affondano le loro radici nella civiltà contadina ed è impensabile che non esista, ancora oggi, un luogo fisico, concreto e plastico dove si racconti, si rappresenti e si tocchi con mano questo mondo altrimenti destinato alla definitiva scomparsa.


Un vecchio aratro


Il mercato agricolo che si svolgeva lungo il viale Margherita

giovedì 21 gennaio 2016

Alla scoperta del territorio: santa Maria della Grancelsa a Casanova di Carinola



Situata in felice posizione ambientale, a mezza costa di un contrafforte del monte Massico, la piccola chiesa di Santa Maria della Grancelsa è facilmente raggiungibile dal centro di Casanova, piccolo borgo del comune di Carinola.
Questo interessante edificio può essere inquadrato nell’ambito di un fenomeno molto diffuso in epoca tardo-romana e alto-medievale: quello della riutilizzazione di struttura architettoniche preesistenti, di solito ville romane, che in relazione alle mutate vicende storiche e sociali, vedevano mutare la loro funzione. Rientrante, pertanto, in una siffatta tipologia, l’attuale struttura di modeste dimensioni, sorge, probabilmente, sui resti di una villa romana molto più estesa.



In base ai pochi e frammentari dati di cui si dispone, si sa che l’edificio, in quanto struttura religiosa, dipendeva, fin dall’XI secolo, dall’Abbazia di san Vincenzo al Volturno, il che ne confermerebbe l’adesione alla regola benedettina, e la sua originaria destinazione a monastero.


L’attuale struttura è quella di una piccola cappella, munita di una cisterna e pochi altri spazi, eretta dai fedeli a Santuario. E’ da rilevare, al suo interno, al di sotto di un recente dipinto, la presenza di una affresco molto più antico, di cui tuttavia, non si conosce molto. 
Chiusa per gran parte dell’anno, viene aperta in occasione delle celebrazioni per la festa della Madonna della Grancelsa, a cui il santuario è dedicato.



Il testo è tratto da 
Carinola tra storia e immagini, 
edito a cura di Lagambiente, circolo Nuova Calenum,1998

mercoledì 6 gennaio 2016

Mondragone. Alla scoperta della flora nel Parco urbano delle dune



Generalmente le spiagge interessano soprattutto chi va al mare per divertimento; può sembrare inatteso che esse abbiano un grande valore anche dal punto di vista naturalistico e costituiscano una componente piccola ma importante della nostra identità culturale. In particolare, la flora delle spiagge è già da secoli oggetto di studio, per le sue caratteristiche biologiche ed ecologiche del tutto peculiari.





Il litorale, nella sua fascia più esterna, a diretto contatto con il mare, il cosiddetto bagnasciuga, è sempre privo di vegetazione. Qui infatti si hanno condizioni ambientali che risultano proibitive a causa delle variazioni che si succedono con estrema rapidità: con l’alta marea, oppure durante le mareggiate, l’acqua marina spazza il litorale, che rimane impregnato di sale, mentre quando il mare si ritira, la sabbia superficiale si secca quasi completamente; basta una breve pioggia, perché il sale venga rapidamente dilavato. In questa fascia si accumulano i detriti portati dalle onde: a seconda delle condizioni dei fondali antistanti sono in generale costituiti da nicchi di molluschi oppure da alghe ed erbe marine come zostera e posidonia. Su questi resti organici si sviluppa una fauna molto ricca, costituita in parte notevole da animali che si possono spostare rapidamente quando le condizioni si fanno sfavorevoli: specie marine che risalgono nelle pozze e sulla sabbia umida, oppure uccelli ed insetti in grado di volare. Per le piante, che non hanno possibilità di spostarsi, questo ambiente è invece del tutto inospitale: i semi vengono spazzati qua e là dal continuo rimescolamento della sabbia, una plantula che eventualmente riuscisse a germinare è sottoposta all’alternanza dello stress salino con l’alta marea e dell’atmosfera calda e secca quando la radiazione solare è più intensa. Queste sono condizioni estreme, che nessun vegetale è in grado di tollerare. Per questi motivi, sull’arenile la vita è limitata alla componente animale. Soltanto nella fascia più interna, al di sopra del livello massimo di marea, e dove le mareggiate possono arrivare soltanto in casi del tutto eccezionali, si possono osservare i primi rappresentanti del mondo vegetale.






Nella prima fascia, in generale a 50 m e più dalla linea di costa, la vegetazione è costituita soltanto da specie a ciclo breve: si tratta di piante che germinano in autunno oppure alla fine dell’inverno ed hanno un periodo vegetativo che a volte dura soltanto 1-2 mesi, nel quale compiono la fioritura, producono frutti e quindi si seccano. Ai primi di giugno i frutti si aprono e lasciano cadere i semi che, coperti dalla sabbia, rimangono quiescenti fino all’autunno. 

La specie più comune è il ravastrello marittimo (Cakile maritima), una succulenta. Nella fascia più arretrata si nota la comparsa di graminacee perenni come gramigna delle spiagge (Elytrigia) e sparto (Ammophila), e la loro diffusione avvia il processo di formazione della duna. L’occupazione del suolo effettuata dal Cakile è un fenomeno del tutto occasionale, nel quale si associano altre specie a ciclo breve come la salsola erba-cali (Salsola kali) e l’Euforbia delle spiagge (Euphorbia peplis): la copertura della superficie è molto bassa, spesso appena il 5% del totale, ed alla fine del periodo vegetativo rimangono soltanto pochi sterpi secchi, che vengono portati via dal vento; i semi nell’anno successivo germineranno probabilmente altrove. Si tratta dunque di una fase pioniera del tutto instabile. Tuttavia essa è già sufficiente a formare un ostacolo alla sabbia portata dal vento, che in qualche punto comincia ad accumularsi.



Ravastrello marittimo -Cakile maritima


Troviamo ancora: erba medica marina (Medicago marina), assieme a vilucchio marittimo (Calystegia soldanella), zigolo delle spiagge (Cyperus capitatus), euforbia marittima (Euphorbia paralias)calcatreppola marittima (Eryngium maritimum), finocchio litorale spinoso (Echinophora spinosa)giglio marino comune (Pancratium maritimum)camomilla marina (Anthemis maritima), ginestrino delle spiagge (Lotus commutatus), violaciocca (Matthiola spp.) ed altre, tra le quali di notevole interesse, per quanto riguarda il Parco urbano delle dune di Mondragone, è senz'altro il Fico degli Ottentotti (Carpobrotus), conosciuto anche come "unghia di strega" o "janàra". Una pianta succulenta quest'ultima, che nel periodo delle fioritura (giugno-luglio) rende intere dune di un bellissimo colore rosso acceso.


Erba medica marina (Medicago marina)



Vilucchio marino (Calystegia soldanella)







Calcatreppola marittima o Erba san Pietro - Eryngium maritimum

Camomilla marina - Anthemis maritima 







Giglio di mare - Pancratium marittima


Fico degli ottentotti - Carpobrotus

Fico degli ottentotti - Carpobrotus

Salsola kali


Fioriture di camomilla sulle dune


Fioriture di camomilla sulle dune




Foto:
 Salvatore Bertolino

Il testo è tratto da: 
Quaderni Habitat
Dune e spiaggie sabbiose - Ambienti fra mare e terra
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio


domenica 13 dicembre 2015

Chiesetta della Madonna della Neve tra i borghi di San Felice e Corbara


La chiesetta della Madonna della Neve nascosta fra i colori dell' autunno.



PREGHIERA ALLA MADONNA DELLA NEVE

Vergine Immacolata bianca e pura 
piu' della neve, stendi su tutta la tua terra un candido
manto della tua neve, della tua purezza, della
tua innocenza, della tua bellezza.
Rendi i nostri cuori bianchi e simili alla neve;
puri, innocenti,, belli agli occhi di Dio.
Amen






Si veda anche l'altro post pubblicato precedentemente:
http://lebellezzedelmassico.blogspot.it/2015/05/sul-sentiero-per-corbara.html


sabato 12 dicembre 2015

Convegno per il 70° Anniversario della ricostituzione della Provincia di Caserta



Lunedì 14 dicembre 2015, alle ore 16, nella Sala Conferenze della Biblioteca Diocesana,  si terrà il convegno di Studi dedicato alla celebrazione del 70° anniversario della ricostituzione della Provincia di Caserta (11 giugno 1945) organizzato dall’Istituto di Scienze Religiose “S.Pietro”, dall’Archivio di Stato di Caserta, dal Centro Studi “Francesco Daniele”, dell’ICSR “Vera Lombardi”, dall’Amministrazione Provinciale di Caserta e dalla Facoltà di Lettere della Seconda Università di Napoli.
Il convegno si propone di rivisitare, attraverso una serie articolata di agili interventi di illustri storici ed esperti, la storia dei due momenti centrali della vicenda che riguardò l’antica provincia casertana: la sua soppressione, maturata nel clima politico instauratosi con l’avvento del fascismo, e la sua ricostituzione, sia pure in un ambito territoriale molto ridimensionato, a liberazione avvenuta.
Dopo gli indirizzi di saluto del Direttore dell’ISSR “S.Pietro”, don Nicola Lombardi, del Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Caserta, Angelo di Costanzo, e della Direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Luigia Grillo, che ha promosso l’iniziativa, introdurrà i lavori Felicio Corvese, Presidente del Centro Studi “F. Daniele”.
La prima parte del convegno riguarderà il processo attraverso il quale si affermò il fascismo nel Casertano, le circostanze e i motivi che portarono alla scelta politica del regime di azzerare l’antica provincia di Terra di Lavoro, i tentativi di rimediare al danno procurato al territorio casertano e le vicende che riguardarono l’amministrazione del casertano fino alla conclusione della guerra.  
In questa sezione sono previsti brevi relazioni degli storici: 
Nicola Terracciano (Le elezioni del 1924 in Terra di Lavoro  e il consolidamento definitivo del fascismo),
Marco De Angelis (La soppressione della Provincia), 
Paolo De Marco, (Terra di Lavoro nel periodo fascista), 
Giovanni Cerchia (Il Casertano durante la Seconda Guerra Mondiale).

Nella seconda parte del convegno saranno esaminate le diverse fasi che avrebbero poi portato alla ricostituzione della provincia, il contributo offerto dalle istituzioni dell’Italia liberata e dei partiti politici, il difficile e importante avvio dell’attività amministrativa e la successiva fase di rapida modernizzazione che investì il territorio casertano. 
Su questi temi interverranno 
Olindo Isernia (La (ri)costituzione della Provincia di Caserta e la non facile fase gestionale), 
Vincenzo De Michele (Il contributo dei partiti politici alla ricostituzione della Provincia di Caserta e l’avvio dell’attività amministrativa) ed Emanuele Blosio (Il processo di modernizzazione della Provincia di Caserta).
A trarre le conclusioni scientifiche del convegno ci sarà l’intervento dello storico Guido D’Agostino, Presidente dell’ICSR “Vera Lombardi”


Ufficio Comunicazioni
ISSR “S.Pietro” – Caserta
Tel. 0823 214592 - Fax 0823 214597
www.scienzereligiosecaserta.com

Biblioteca Diocesana - Caserta
Tel\fax 0823 214557