La conoscenza di un territorio e dei suoi valori identitari costituisce non solo il fondamento di un sentimento di appartenenza per le comunità che vi risiedono, ma anche il presupposto per un reale apprezzamento e per una consapevolezza del valore, collettivo e individuale al tempo stesso, del patrimonio culturale locale, oltre che una condizione essenziale per la sua tutela e per la sua rinascita economica e sociale.

Knowing a country and its identity values is both the basis for a sense of belonging for local communities and the prerequisite for an appreciation and a true understanding of the single and collective importance of the cultural and territorial heritage. It is, moreover, the necessary condition to promote its protection and economic and social revival.

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lunedì 9 ottobre 2017

Le Piazze del Sapere a Capua: Adotta una Madre e presentazione del libro di Simona Maggiorelli


Nell’ambito delle iniziative “Adotta una madre”, sabato 14 ottobre 2017 alle ore 10,00 presso la Sala Liani del Museo Campano di Capua, si terrà un importante evento culturale organizzato a cura  delle Piazze del Sapere. Nella prima parte della mattinata, la giornalista Simona Maggiorelli adotterà  una madre, a seguire si terrà la presentazione del suo ultimo lavoro Attacco all’arte. La bellezza negata. Porteranno i saluti gli amici di Capuanova e del TCI di Capua da tempo impegnati in difesa del prestigioso museo; i lavori saranno coordinati da Paola Broccoli e con l’autrice intervengono Pasquale Iorio Le Piazze del Sapere, il Direttore del Museo Campano Francesco Di Rienzo, il Presidente della Provincia di Caserta e il Professore Giovanni Cerchia  Universita’ del Molise. 

"Attacco all’arte. La bellezza negata", edito da L’Asino d’oro di Roma con prefazione di Tomaso Montanari, è un viaggio attraverso epoche tra loro lontane in difesa del linguaggio silenzioso delle immagini e dell’arte ed è allo stesso tempo è una denuncia  dettagliata  del tradimento dell’articolo 9 della Costituzione e del saccheggio del patrimonio artistico in Italia iniziato a partire dal fascismo e protrattosi fino ai giorni nostri. Simona Maggiorelli e’ giornalista professionista, ricopre dal 2006 il ruolo di  direttrice del settimanale LEFT ed  ha collaborato con i quotidiani Liberazione, Il Giornale, La Nazione e diretto numerose riviste. Un incontro da non perdere per gli amanti della cultura e per chi sostiene una idea di sviluppo e di crescita fondata sulla cultura e sul sapere e per continuare a sollecitare il MIBACT e le istituzioni coinvolte a risolvere le annose controversie aperte sul nostro territorio e ad investire in cultura. 


venerdì 15 settembre 2017

Scrigni d'Arte: la Basilica di Santa Maria in Foro Claudio a Ventaroli di Carinola


Ventaroli di Carinola, Basilica di Santa Maria in Foro Claudio...


autentico scrigno d’Arte e di Cultura,
in una bellissima serata di Settembre,
una magica atmosfera,
un grande pianista Paolo Bordoni ed un magnifico repertorio con musiche di W. Amadeus Mozart, F. Mendelssohn, J. Brahms e F. Schubert,
un pubblico eccezionale,
le foto di un gruppo di appassionati Marinella Pompeo, Giuseppe Iannotta, Beniamino Di Marco, Michele Pagliaro, Cosimo Antitomaso e Salvatore Bertolino a fare da cornice all’ "Anteprima dell'Autunno Musicale", un evento culturale di grande spessore
ed ecco l’incanto!
Tutto si ripeterà ancora  nei venerdì 22 e 29 settembre 2017, alle ore 19,30.
La Basilica sarà aperta a partire dalle ore 16,30
Grazie a tutti coloro che ci hanno fatto compagnia e…  ci faranno compagnia in queste bellissime serate all'insegna della CULTURA!!
















lunedì 12 dicembre 2016

Carinola. Il palazzo Petrucci



Il palazzo, ubicato tra la piazza O. Mazza e quella della Cattedrale, è stato realizzato durante il XV secolo su preesistenze risalenti ai secoli precedenti ed è un eccezionale esempio di struttura nobiliare con notevoli influssi catalani. Il palazzo è appartenuto a Francesco de Petruciis, conte di Carinola dal 1464 e figlio di Antonello, segretario di Ferrante di Aragona, tra i principali artefici della "congiura dei baroni", ordita ai danni di Ferrante e conclusasi con la morte atroce dell'intera famiglia (1486-1487). In seguito, il Palazzo è divenuto proprietà dei Carafa di Stigliano e, dal 1692, dei Duchi Grillo di Clarafuentes.
La particolarità della struttura è data dalla composizione asimmetrica delle facciate, prive di un progetto unitario (essendo il palazzo frutto di varie stratificazioni) e dall'estrema originalità dello stile catalano. 







L'ingresso è scandito da un bel portale in stile durazzesco, posto in posizione non centrale, che immette in un androne e di lì, attraverso un imponente arco ribassato, alla corte interna. Il piano superiore è articolato in sette splendide finestre disposte su tre lati, tutte diverse tra loro ed ognuna interessante per la propria eleganza decorativa. La diversità morfologica di tali opere potrebbe segnalare l'intervento di maestranze diverse. Si va, infatti, da uno schema a croce guelfa a decorazioni più complesse, ottenute con cerchi non concentrici e allineati, con appesi pendagli in pietra alla maniera del grande maestro catalano Forcimanya, oppure a volute traforate o a due archetti che si incontrano nel centro, sovrastati da una cornice a bilanciere. 
A seguito di recenti restauri è stata riportata alla luce una bella loggia, posta all'angolo tra piazza Vescovado e via Roma, che si apre sulle facciate tramite due arcate per lato, poggianti su colonne polilobate con capitelli floreali. 





L'interno del palazzo è caratterizzato dalla classica corte intorno alla quale ruotano i numerosi ambienti che costituiscono la struttura. Si ritrovano ambienti di servizio, deposito e stalle al piano terra, abitativi e di rappresentanza al piano superiore. Particolare è la loggia a due livelli, che si snoda su due lati della corte; il livello inferiore è coperto a volta, mentre quello superiore presenta un soffitto ligneo affrescato cosi come era, un tempo, anche la sala di rappresentanza accessibile dalla loggia, che occupa buona parte del prospetto principale e si collega anche con la loggia d'angolo. Annesso al palazzo è anche un giardino che affaccia sulle mura della città, al quale si accede tramite una seconda corte interna.


Il testo è di Corrado Valente ed è tratto da:
Carinola. Guida ai luoghi e ai monumenti del territorio, Pro Loco di Carinola.


Per approfondimenti su Francesco Petrucci e la congiura dei baroni si veda il post

http://lebellezzedelmassico.blogspot.it/2012/05/francesco-petrucci-conte-di-carinola-e.html

domenica 27 settembre 2015

Sessa Aurunca. Il teatro romano di Suessa


SESSA AURUNCA (Caserta). Teatro romano dell'antica Suessa


I primi scavi archeologici al Teatro romano di Sessa Aurunca furono diretti da Amedeo Maiuri negli anni ’20 del XX secolo. Precedentemente, gli storici municipali ne avevano testimoniato la presenza riconoscendone, come il De Masi, finanche l’originaria destinazione.  
L’edificio monumentale, sorto a ridosso del foro, fu edificato nell’età augustea per poi essere ampliato nel II secolo d. C. ad opera di Matidia Minore. Con la fine dell’impero romano subisce, come gran parte degli edifici antichi, la quasi totale “spoliazione” e il riutilizzo del materiale per la costruzione di altri edifici, tra cui la Cattedrale. 



SESSA AURUNCA (Caserta). Teatro romano dell'antica Suessa



SESSA AURUNCA (Caserta). Teatro romano dell'antica Suessa


A differenza di altri teatri antichi, quello di Sessa ha un impianto più vicino al greco che non all’italico, avendo gran parte della cavea “appoggiata” al banco tufaceo. Durante l’ultima campagna di scavi, ultimata solo recentemente, sono venuti alla luce diverse emergenze architettoniche ritenute oramai scomparse. Tra queste, occorre ricordare parte della media e ima cavea, con diversi gradoni ancora in buone condizioni conservative. Secondo in Campania, dopo il teatro romano di Napoli, la cavea poteva contenere dai sette agli ottomila spettatori. Dalle fondazioni ancora presenti, è stato possibile comprendere l’imponenza della scena che raggiungeva un’altezza di circa venti metri. L’ingresso avveniva da almeno due zone. A sud si accedeva tramite uno scalone monumentale, che si collegava ad un edificio basilicale decorato con marmi, l’ingresso nord era costituito da una galleria scavata nel tufo, all’interno della quale si è rinvenuto un affresco raffigurante, probabilmente, il nume tutelare del teatro. Completamente inaspettato è stato il ritrovamento di numerose statue, alcune quasi integre, ed iscrizioni che arricchivano, insieme con i marmi di diversa qualità, l’apparato decorativo dell’edificio. Tra le statue, quattro visibili presso il Castello ducale, particolare interesse desta Matidia / Aurea, composta da due differenti marmi di colore nero e bianco, Traiano, Adriano e Vibia Sabina, databili al II secolo d. C. .



SESSA AURUNCA (Caserta). Teatro romano dell'antica Suessa


Per la grandiosità di resti e la preziosità dei reperti rinvenuti, il teatro rappresenta la testimonianza tangibile della potenza e dell’interesse di Roma per la Campania e per Suessa in particolare. 
L’edificio con murature conservate fino a m 20,00 di altezza, comprende una cavea di m 110 di diametro, scavata nella collina e superiormente impostata su gallerie, con tre ordini di gradinate in calcare di che potevano ospitare da 7000 a 10000 spettatori. Consistenti sono anche i resti della struttura che sosteneva il velarium, usato per proteggere gli spettatori dal sole, e del grande edificio scenico, lungo m 40,00 ed alto in origine m 24,00, dotato di tre ordini sovrapposti di 84 colonne.

La scena costituiva un vero e proprio museo a cielo aperto dove gli artisti e gli scalpellini romani usarono molte qualità di marmi per realizzare le decorazioni architettoniche, costituite da fregi, architravi e capitelli. Le colonne furono realizzate con cinque diverse qualità di marmi colorati, provenienti dalle isole greche, dalla Numidia e dall’Egitto, mentre gli architravi ed i capitelli vennero scolpiti in marmo bianco proveniente da Carrara e da Atene. 

SESSA AURUNCA (Caserta). Teatro romano dell'antica Suessa

SESSA AURUNCA (Caserta). Teatro romano dell'antica Suessa

I testi sono tratti da internet
Le foto sono di Salvatore Bertolino