Mondragone, villa romana in località Starza
con il sovrastante Casino di caccia borbonico
Peccato che non si sia potuto ammirare ed apprezzare uno dei gioielli più belli e per di più a pochi metri dal selciato riportato alla luce dell’Appia, la villa romana della Starza, uno degli esempi meglio conservati di ville rustiche dell’Ager Falernus.
La struttura della villa della Starza si articola in molteplici corpi di fabbrica con murature in opus incertum.
Mondragone, pianta del criptoportico in località Starza
(da Prospettive di memoria. Testimonianze archeologiche dalla città e dal territorio di Sinuessa, 1993)
Nella parte rivolta a sud un criptoportico, parzialmente ipogeo, che si presenta come un podio di grandi dimensioni, a pianta pressoché regolare articolata su tre bracci, all’interno dei quali si sviluppa la pars rustica della villa. Dal braccio più lungo si accede ad una cisterna della lunghezza di circa 14 metri, interamente rivestita in cocciopesto e su una parete i resti di un filtro per la depurazione delle acque.
Mondragone, località "Starza" ©Salvatore Bertolino (le arcate prima del crollo, foto febbraio 2012) |
Mondragone, località "Starza"
©Salvatore Bertolino
(le arcate prima del crollo, foto febbraio 2012)
Nella parte rivolta a nord, invece, i resti, oggi non più visibili a causa della folta vegetazione di quello che era l’acquedotto che adduceva l’acqua alla villa rustica.
Fino a qualche anno fa residuavano due arcate, penso di aver scattato ad esse le ultime foto (febbraio 2012), prima che nel novembre dello stesso anno uno degli archi, a causa della mancata manutenzione e degli eventi climatici, crollasse.
Mondragone, località "Starza"
©Salvatore Bertolino
(arcata crollata, foto febbraio 2012)
Mondragone, località "Starza"
©Salvatore Bertolino
(arcata residua, foto febbraio 2012)
Una denuncia, partita dall’Archeoclub di Mondragone a mezzo dell’allora Presidente Michele Russo, della particolare situazione di degrado e di abbandono che stava minando uno dei gioielli archeologici della città: i resti dell’acquedotto lungo la via Appia antica del criptoportico in località "Starza", rimase inascoltata.
A tutt’oggi non siamo a conoscenza se la Soprintendenza Archeologica di Caserta abbia provveduto al recupero del materiale dell’arcata caduta per evitare che un'importante testimonianza archeologica del nostro territorio scompaia per sempre.