La conoscenza di un territorio e dei suoi valori identitari costituisce non solo il fondamento di un sentimento di appartenenza per le comunità che vi risiedono, ma anche il presupposto per un reale apprezzamento e per una consapevolezza del valore, collettivo e individuale al tempo stesso, del patrimonio culturale locale, oltre che una condizione essenziale per la sua tutela e per la sua rinascita economica e sociale.

Knowing a country and its identity values is both the basis for a sense of belonging for local communities and the prerequisite for an appreciation and a true understanding of the single and collective importance of the cultural and territorial heritage. It is, moreover, the necessary condition to promote its protection and economic and social revival.

sabato 16 maggio 2026

Gli affreschi nella chiesa rupestre di Santa Maria in Grotta



La prima testimonianza storica di questo edificio cultuale, che oggi conosciamo come Santa Maria in Grotta, è degli anni 1308-1310 quando il nome di Santa Maria in Cripta è riportato nella raccolta delle decime della diocesi di Sessa Aurunca. Si ipotizza una sua dipendenza da un monastero benedettino della zona, addirittura dalla stessa Montecassino, anche se la presenza benedettina nel territorio non è stata mai acclarata.





La testimonianza pittorica più antica emerge sulla parete di fondo e risale al 970 d.C.. Questa raffigura la Madonna con il Bambino seduta in trono con ai lati due angeli. Un'iconografia che sembrerebbe inquadrarsi stilisticamente all'interno della pittura cassinense. La qualità artistica di questo affresco è sicuramente elevata, malgrado il danneggiamento causato dalla ridipintura dei secoli successivi e dall'inserimento dell'altare, attualmente ancora visibile. La scena si svolge sullo sfondo verde azzurro di un giardino. La Vergine è avvolta da un pesante maphorion rosso scuro dal quale emerge il busto del Bambino che stringe un rotolo nella manosinistra, ai lati sono due figure coperte da ampie vesti classiche.




Il dipinto parietale maggiormente conosciuto è la Dormitio Virginis (transito della Vergine), posizionato sul lato destro della navata. La scena, databile alla seconda meta del II secolo, presenta un richiamo a fonti bizantine rimodulate dallo stile pittorico di Montecassino.

La rappresentazione è incorniciata da una fascia rossastra profilata di bianco che separa il riquadro dal resto della decorazione. L'immagine rivela una struttura simmetrica e tutta concentrata sul primo piano. Al centro vengono rappresentati il letto funebre di Maria e la figura del Cristo che stringe nelle braccia la sua anima; dall'alto, due angeli con le mani velate scendono ad accogliere lo spirito della Madonna. Ai lati sono disposti gli apostoli, suddivisi in due gruppi, rispetttivamente guidati da Pietro e Paolo; il primo, sulla sinistra è munito di un turibolo, l'altro, sulla destra, abbraccia le gambe della Vergine che, adagiata sulla lettiga, ha la testa abbandonata sul cuscino e le mani incrociate sul petto. Vicino, chino a raccogliere le sue ultime volontà, è l'Apostolo Giovanno. I due edifici bidimensionali, dalle forme classicheggianti, richiamano gli edifici della città di Sion, dove gli evangelisti collocano la morte di Maria. 





Le immagini, sempre ad affresco, raffiguranti l'Arcangelo Michele che pesa le anime e san Tommaso, sono di poco successive alla Dormitio Virginis e sempre inquadrabili nello stile della pittura cassinense del periodo desideriano.

L'arcangelo Michele indossa una veste rossa, su cui è posto un loros incorniciato di perle e cosparso di gemme; con una mano regge la bilancia su cui pesa le anime, una delle quali è attesa, in basso da un personaggio infernale del quale sono riconoscibili i capelli irti e le parti del corpo in nero.

San Tommaso indossa, su una tunica bianca a pieghe un manto rosso; porta ai piedi sandali neri, mentre con la mano sinistra sorregge un codica, e con la destra benedice. 

Chiaramente successiva risulta, invece, l'immagine della Vergine in trono con il Bambino posta all'estrema sinistra. Sulla zona inferiore sono presenti altri affreschi, per lo più ex voto aventi come tema predominante la Madonna con Bambino e tra i Santi.











Le decorazioni pittoriche sulla parete sinistra si riconducono ad un unico pannello, con tre figure di Santi, accompagnate da una scritta. Queste figure sono il profeta Esdra, con tunica e pallio ed un rotolo in mano. Santa Margherita e sant'Onofrio con capelli lunghi ed incolti ed il palmo delle mani rivolte in atto di preghiera.




Accanto alla porta di ingresso, sulla parete sinistra, è rappresentato il martirio di san Sebastiano.

Ulteriori pitture raffigurano Madonne e Santi inquadrabili cronologicamente tra il secolo XIV ed il XVI. Queste pitture, pur se inferiori artisticamente a quelle dei secoli precedenti, testimoniano l'importanza cultuale dell'edificio che non si è mai interrotta e rimanda ad una devozione rimasta immutata dal Medioevo ai giorni nostri.



Posizionato sul lato destro della cripta principale, vi è un affresco della Madonna dal quale prende denominazione la chiesa di santa Maria in Grotta, la cui festa viene celebrata ogni anno l'8 settembre, contestualmente alla festa patronale del borgo di Rongolise di Sessa Aurunca.

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Il testo è quasi integralmete riportato da un opuscolo in 8 facciate dal titolo La chiesa rupestre di santa Maria in grotta in Rongolise di Sessa Aurunca, privo di autore, data ed editore, al quale vanno tutti i crediti. 





Copertina dell'opuscolo citato in nota



giovedì 14 maggio 2026

Mondragone, il Mare protagonista: Successo per il Villaggio Globale

 



Si è svolta oggi, giovedì 14 maggio 2026, la Giornata del Mare, un evento che ha trasformato piazza M.L. Conte nel cuore pulsante della coscienza ambientale del litorale. 

L'iniziativa organizzata dall'Ufficio Locale Marittimo-Guardia Costiera, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Mondragone,  ha offerto un ricco programma focalizzato su tre pilastri: formazione, sicurezza e salvaguardia
Tra dimostrazioni pratiche di salvataggio e laboratori di biologia marina, la "Festa del Mare" ha dimostrato come la sinergia tra associazioni e istituzioni possa rilanciare l'immagine del territorio.



La manifestazione ha visto la prima uscita pubblica dell'Associazione Mondragone Lido che ha partecipato al Villaggio Globale (o Villaggio Didattico) con un proprio stand, confermando un legame indissolubile tra la comunità locale e la risorsa mare. Agli scolari e studenti che si sono soffermati presso lo stand dell'Associazione è stato offerto un simpatico gadget, una bandierina con il logo dell'Associazione, una iniziativa che ha suscitato notevole entusiasmo.





"Il mare non è solo una risorsa economica, ma l'identità stessa di Mondragone," hanno commentato i referenti dell'Associazione durante le visite. La partecipazione al Villaggio Globale di un numero considerevole di Istituzioni, Enti ed Associazioni rappresenta un passo avanti verso un turismo più consapevole, capace di valorizzare la bellezza della battigia e la pulizia delle acque.

L’appuntamento di oggi lancia ufficialmente la stagione estiva 2026 di cui l'Associazione Mondragone Lido sarà sicuramente protagonista, mettendo al centro la tutela dell'ambiente e l'amore per il nostro litorale.











Foto e testo di Salvatore Bertolino

mercoledì 13 maggio 2026

Fresca di costituzione l'Associazione Mondragone Lido


Si è costituita di recente l'ASSOCIAZIONE MONDRAGONE LIDO. Dopo alcune riunioni preparatorie, tutte opportunamente pubblicizzate a mezzo social, il Comitato proponente ha approvato l'atto costitutivo, il relativo Statuto e l'elezione del Consiglio direttivo nelle persone del prof. Ubaldo De Rosa, successivamente eletto Presidente, Salvatore Bertolino, vice Presidente, dott. Mario Marziali, segretario, Franco D'Oriano, tesoriere e Lello Tipaldi, consigliere.

Nell'immediato l'Associazione ha cominciato a farsi portavoce delle istanze del Territorio. Vi è stato, infatti un primo incontro con il Sindaco avv. Francesco Lavanga a cui ha partecipato una delegazione con il Presidente prof. Ubaldo De Rosa ed un nutrito gruppo di iscritti per illustrare all'Amministrazione alcune problematiche, suggerendo anche gli opportuni rimedi.

La neo-costituita Associazione MONDRAGONE LIDO è una libera Associazione, apartitica e apolitica, senza scopo di lucro, ha finalità di promozione sociale, di valorizzazione delle realtà e delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, turistiche, enogastronomiche ed economiche di Mondragone.
In particolare persegue i seguenti scopi:
· diffondere la conoscenza del Territorio con tutte le iniziative adatte allo scopo: letterarie, artistiche e storiche, predisponendo ricerche, studi, concorsi, mostre di materiale e documentazione, passeggiate narrate;
· favorire, divulgare, realizzare iniziative idonee a realizzare, promuovere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale locale, le tradizioni di Mondragone e della Campania, in particolare del territorio del Litorale Domizio, anche aderendo ad analoghe iniziative gestite da altre Associazioni;
· ampliare la conoscenza della cultura del territorio sotto il profilo artistico, archeologico, storico ed architettonico in genere, attraverso contatti fra persone, enti ed associazioni;
· proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo la funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l'ideale dell'educazione permanente;
· porsi come punto di riferimento delle attività culturalmente rilevanti in collaborazione con le altre realtà ed enti operanti aventi finalità e scopi affini;
· interagire con le Amministrazioni locali al fine di portare a conoscenza della stessa problematiche territoriali, anche suggerendo le soluzioni ai problemi stessi.




venerdì 17 aprile 2026

LA VILLA ED IL VICUS DELLE TRE COLONNE A MONDRAGONE


Mondragone, loc. Tre Colonne. Pilastro in opus latericium





Mondragone, loc. Tre Colonne


Procedendo in direzione Mondragone, l'antica via Appia avanza quasi in parallelo con l'attuale strada Domiziana sino a quando all'altezza dell'Hotel Sinuessa, dove un tempo, più in basso vi era il Casino di Transo, in corrispondenza del miliare CIX (109, vedere estratto di mappa allegato di Rizzi Zannone 1789) vira a sinistra attraversando la località Incaldana.


Estratto di mappa del Rizzi Zannone 1789


Diverse sono le strade che si diramano verso le pendici della parte terminale della catena del Massico, ma una di queste risulta essere un diverticolo dell'Appia data la presenza di basoli ancora riscontrabili nonostante le numerose rimozioni susseguitesi nel tempo.


Diverticolo dell'Appia che conduce alla località Tre Colonne


Il diverticolo conduce al sito detto Le Tre Colonne, già evidenziato in un estratto di mappa borbonica del 1836. Alla base del monte Crestagallo, in prospettiva proprio sotto il Monastero di Sant'Anna de Aquis Vivis, si trovano una serie di terrazzamenti sia in opera poligonale che incerta, relativi ad alcune case coloniche che probabilmente rappresentavano un piccolo vicus collegato alla villa delle Tre Colonne.


Estratto di mappa borbonica, 1836


Nel sito sono stati individuati i resti di un criptoportico in opera incerta pertinenti ad una villa rustica di media grandezza databile tra il II sec, a.C. ed il III d.C.
I terreni superiori sono attraversati da una serie di cunicoli, alcuni corredati da tubuli di terracotta ed utilizzati come drenaggio, ma forse utili anche allo scopo di alimentare eventuali cisterne.
Di fatti nel corso del I sec. d.C. venne costruita di fianco la villa una capiente cisterna di cui sono visibili oggi i tre grandi pilastri in opus latericium in cui si evidenziano resti di rivestimento in cocciopesto, appunto le Tre Colonne che danno il nome alla località.

Marco Ceci

Marco Ceci è uno studioso di archeologia, profondamente legato alla valorizzazione del patrimonio storico delle antiche città di Sinuessa e Suessa.

Ha condotto approfonditi studi sul tracciato dell'Appia Regina Viarum nel territorio di Sessa Aurunca e Cellole;

ha analizzato e documentato testimonianze epigrafiche fondamentali, tra cui il "centesimo miglio" dell'Appia e altri miliari romani rinvenuti in aree rurali; 

collabora attivamente con associazioni e testate locali per promuovere la conoscenza della storia locale. 


Bibliografia essenziale:
M.Pagano, 1990
Crimaco ,1993
Proietti, 1993
Stefania Quilici Gigli, 1997



Mondragone, loc. Tre Colonne




Mondragone, loc. Tre Colonne




Mondragone, loc. Tre Colonne




Mondragone, loc. Tre Colonne
     



Mondragone, loc. Tre Colonne


 

Foto di  

 Salvatore Bertolino











lunedì 26 gennaio 2026

Marzuli di Sessa Aurunca. La chiesa di Santa Maria delle Grazie

 


L’edificio è posto all’esterno del tessuto storico urbano di Marzuli, sulla sommità di un'altura e vi si accede tramite una scalinata in gradoni di blocchi di tufo; essa si compone di un’aula unica coperta con tetto a capriate a vista mentre l’abside, di forma quadrangolare, è coperto con volta a crociera a sesto acuto.
La facciata è costituita da un unico portale con lunetta affrescata. Alla sommità della facciata vi sono tre aperture, una è la finestra comunicante con l’interno dell’aula, le altre due fungono da alloggio per le campane.
Durante recenti interventi di restauro che hanno interessato l’intera struttura, sono emerse pitture parietali prevalentemente devozionali risalenti, probabilmente, al secolo XV.







lunedì 15 dicembre 2025

Mondragone rende omaggio alla memoria del filosofo Pietro Taglialatela

 



Pietro Taglialatela, filosofo (1829 - 1913) 


Si è tenuta ieri, domenica 14 dicembre 2025, a Mondragone l'inaugurazione del busto marmoreo dedicato al filosofo Pietro Taglialatela. A oltre un secolo dalla sua morte, avvenuta nel 1913, la Città ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri, figura di spicco della filosofia italiana.
La cerimonia ha visto la partecipazione delle autorità locali e dei cittadini, uniti nel ricordo di un intellettuale che ha lasciato un segno indelebile nella cultura del territorio e oltre. 
La scultura, opera del formiano Raffaele Mollo in un bianco blocco di Carrara, ritrae il filosofo con realismo e dignità, ed è stata svelata in un momento solenne, a perenne memoria del suo contributo alla Cultura. 
L'iniziativa, sostenuta dall'Associazione Quartiere Sant'Angelo, rientra nelle attività volte a valorizzare le personalità storiche locali e a tramandarne la memoria alle nuove generazioni, sottolineando l'importanza del pensiero e degli studi filosofici promossi da Taglialatela.


Sono previste prossimamente altre manifestazioni e giornate di studio, anche nell'ambìto della progettualità delle Scuole cittadine, sul pensiero e sulle opere del nostro concittadino "degno uomo e colto filosofo, autore tra l'altro di un pregevole volume d'Istituzioni di Filosofia", così lo definisce Benedetto Croce in un suo volume su Pescasseroli, parlando dell'emigrazione dei cittadini di Pescasseroli in America, che proprio dal Taglialatela erano stati convertiti al protestantesimo. 














Benedetto Croce, gli Evangelici di Pescasseroli e Pietro Taglialatela, tratto da «L'evangelista»

30 giugno 1926
Patrimonio Archivio Storico del Senato