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Apollo Musagete (particolare) simbolo del Museo Civico Archeologico "Biagio Greco" di Mondragone |
La struttura museale mondragonese rappresenta un unicum per la qualità e la specificità della sua collezione. Ospitato all'interno delle sale storiche del palazzo che fu residenza dei duchi Grillo, il “Biagio Greco” custodisce l'eredità materiale e culturale dell'antica colonia romana di Sinuessa, fondata nel 296 a.C. lungo il tracciato della Via Appia (la Regina Viarum) e celebre in tutto l'Impero per il suo clima, le sue acque termali e la produzione del rinomato vino Falerno.
La peculiarità dell'allestimento risiede nella capacità di narrare la continuativa presenza umana sul territorio attraverso le varie sezioni espositive.
Evoluzione preistorica e protostorica: I reperti paleolitici e neolitici provenienti dalle grotta di san Sebastiano e dai siti collinari del Monte Massico che documentano i primi insediamenti del popolamento campano.L'epopea di Sinuessa: La straordinaria ricchezza dei reperti di epoca romana, con elementi architettonici, ritratti, epigrafi funerarie e votive, ceramiche di uso quotidiano e monete che restituiscono la vivacità economica e sociale dell'antica città marittima.
Commerci marittimi e archeologia subacquea: Anfore vinarie, ceppi d'ancora e materiali recuperati dai fondali del litorale mondragonese, testimoni diretti delle rotte commerciali che collegavano il porto di Sinuessa con l'intero bacino del Mediterraneo.
Architettura inclusiva: Il percorso tattile dedicato alle persone non vedenti e ipovedenti, integrato da pannelli e strumenti didattici che rendono la struttura un modello di accessibilità culturale.
E poi c'è la sezione medievale che documenta l'evoluzione del territorio dalla tarda antichità al Basso Medioevo. Una collezione che raccoglie principalmente i materiali emersi durante gli scavi sul Monte Petrino, sede della rocca fortificata medievale.
I reperti esposti documentano il fenomeno dell'incastellamento nell'area del Basso Lazio e dell'Alto Casertano. La fondazione del Castrum Montis Dragonis (attestato a partire dal X-XI secolo) rispondeva alla necessità di proteggere le popolazioni locali dalle incursioni saracene e dai conflitti tra i principati longobardi e le potenze normanne, rappresentando il nucleo originario da cui si è poi sviluppata la Mondragone moderna.
Ed ecco perché un presidio culturale è da vivere nel fine settimana.
Tenere aperta la struttura, fruibile durante l'intero fine settimana, non solo quello del 26 e 27 settembre, non è soltanto una scelta logistica, ma un vero e proprio atto d'amore e di senso civico verso il patrimonio della comunità. Permettere a cittadini, studenti, turisti e appassionati di riscoprire da vicino le radici di Sinuessa significa dare sostanza allo spirito stesso delle Giornate Europee del Patrimonio: proteggere la memoria condivisa per rinnovare il legame profondo tra territorio e cittadinanza.
Questo sì che sarebbe un vero e bel... trenino! Un trenino verso la trasmissione della Cultura!








































