A Mondragone, il matrimonio non è solo una promessa d'amore, ma un trionfo di sapori legati ad una tradizione che affonda le radici nella memoria locale: simbolo indiscusso di questo augurio è la scrippella, un dolce iconico e rituale che racchiude in sé il senso della comunità e della prosperità.
Non parliamo di una semplice frittella, ma di un’opera d’arte: una spirale dorata di pasta lievitata, aromatizzata con bucce infinitesimali di agrumi di stagione, in particolare i limoni, con anice, rum e sambuca, un pizico di pepe nero, dove la cannella la fa da padrone, fritta rigorosamente in olio bollente e cosparsa ancora calda di zucchero misto a polvere di cannella. La sua caratteristica forma intrecciata non è affatto casuale: richiama visivamente il nodo d'amore e il legame indissolubile che unisce gli sposi.
La preparazione stessa è un rito collettivo; la ricetta, poi, la conoscono solo le maestre “scrippellare”, inutile tentare di estorcerla. Il rito è un momento di gioia condivisa, tra pettegolezzi e gossip, dove l'esperienza delle anziane guida le mani delle più giovani.
La scrippella è il veicolo del buon auspicio, essa viene distribuita a parenti, amici e vicini di casa prima del grande giorno come invito a condividere la felicità della coppia. Assaggiare una scrippella a Mondragone significa mordere la storia stessa della Città, per cui se sentite un odore inebriante non abbiate timore di fermarvi, vi sarà offerta con tutto il cuore. È un augurio croccante fuori e soffice dentro, che augura ai novelli sposi una vita dolce, ricca e indissolubile. Un patrimonio gastronomico ed emotivo che, ancora oggi, resiste fieramente al tempo.
Ma non cercatela nelle pasticcerie o nei supermarket, assolutamente inutile! La scrippella è fuori dalla logica di mercato, forse unico caso al mondo in cui la tradizione ha battuto Amazon!






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